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In Alto Adige si lavora, ma in troppi hanno redditi sotto la media


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I dati del mercato del lavoro offrono un quadro che per l’Alto Adige è positivo perché abbiamo la quasi la piena occupazione.

Allo stesso tempo rileviamo che i redditi da lavoro, soprattutto in alcuni settori, sono decisamente troppo bassi rispetto al costo della vita. Soprattutto se pensiamo che il costo dell’abitare che in questo territorio è del 48% più alto rispetto alla media nazionale e gli immobili hanno un prezzo medio di 900 euro/mq superiore al Trentino.

Se il reddito medio da lavoro dipendente si assesta a 21.391 euro, gli addetti all’agricoltura e del settore commercio, trasporti, comunicazione e turismo erano rispettivamente a 9.454 e 19.989 euro/anno. La condizione economica è decisamente migliore nel manifatturiero (28.566 euro) e nella pubblica amministrazione (24.422). Nell’edilizia (24.120) e nelle attività professionali (23.451) la condizione è invece leggermente più positiva.*

Negli ultimi 20 anni i contratti a tempo indeterminato sono scesi dall’82% al 74%. Oltre 1/3 della forza lavoro dichiara un reddito al di sotto della media e questo è dovuto alla diffusione dei contratti a tempo parziale e a tempo determinato che sono quelli che hanno permesso di arrivare alla piena occupazione. Rispettivamente siamo al 24% e al 26% del totale e moltissime donne hanno questo genere di contratto di lavoro.

Da anni sosteniamo che in Alto Adige AVERE UN LAVORO NON BASTA e questi dati lo confermano. Per la maggioranza dei lavoratori le dinamiche salariali sono legate al sistema nazionale e gli stipendi reali italiani (al netto dell’inflazione) sono fermi a 1993. 

Lo abbiamo ribadito al Presidente Kompatscher in occasione della festa del 1° maggio e lui ha convocato le parti sociali per il prossimo 7 giugno per parlare proprio di questo. In quella sede ribadiremo che è necessario spostare il baricentro della contrattazione sul territorio. Sottolineeremo che servirà una particolare attenzione al welfare detassato visto che l’invecchiamento della popolazione ci pone davanti a nuove e più impegnative sfide. Esso potrebbe diventare uno strumento importante per redistribuire il maggior reddito prodotto viste le nuove esigenze che emergeranno dalla società.

* dati AFIIPL-Zoom 27 dicembre 2017 relativo ai redditi da lavoro dipendenti/redditi dichiarati nel 2016

30.05.2018

 

Credits foto: 
© Marco2811 - Fotolia
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