Tu sei qui

Il "Patto per l'Alto Adige"


70

903

0

1

Per rispondere alle sfide nei diversi ambiti, dalla qualità del lavoro a nuove tutele, dalle prestazioni integrative alle retribuzioni, le Confederazioni sindacali altoatesine CGIL/AGB, SGBCISL e UIL-SGK puntano molto sulla proposta di un “Patto per l’Alto Adige”, che può e deve essere base e il punto di partenza per un percorso comune che può contribuire a raggiungere questi obiettivi.

A seguire la proposta, formulata nel maggio 2019:

 

Patto per l’Alto Adige

 

Premessa

Il patto dovrebbe vedere la firma delle parti sociali datoriali, sindacali e la Giunta Provinciale che lo dovrebbe incentivare fiscalmente e con una contribuzione mirata.

Per garantire qualità del lavoro e conseguentemente buone retribuzioni, servono relazioni sindacali in ambito territoriali che meglio rispondono alle peculiarità locali.

Il territorio perde professionalità elevate e fatica ad attirarle anche per l’elevato costo della vita.

Le trasformazioni del mondo del lavoro, come il lavoro 4.0 e la digitalizzazione, nonché l’invecchiamento della società sono ulteriori sfide che siamo chiamati ad affrontare.

La società invecchia rapidamente e abbiamo bisogno di un welfare integrato tra previdenza pubblica, previdenza complementare, sanità, assistenza sociosanitaria, formazione continua, conciliazione lavoro-famiglia, soprattutto per i giovani.

Vanno considerate tutte le forme di lavoro riconducibili a quello dipendente.

 

Contenuti del patto

 

Sistema contrattuale locale

  • Definizione di un sistema generale di funzionamento delle relazioni sindacali sul territorio attraverso la realizzazione di un accordo quadro tra i firmatari del patto che definisca anche i criteri di rappresentatività.
  • Definizione di una migliore articolazione dell’inquadramento dei lavoratori che garantisca retribuzioni più alte, da declinare poi in contratti di settore territoriali o aziendali
  • Definizione delle regole generali per la diffusione del premio di risultato detassato e parzialmente de-contribuito da definire poi con accordi territoriali di settore o aziendali. In questo ambito la Provincia dovrebbe mettere sul piatto incentivi per le aziende che aderiscono.
  • Lavoro agile e orari
  • Coinvolgimento parti sociali negli adeguamenti della legge sugli appalti
  • Definizione linee guida su Salute e sicurezza del lavoro
  • Specificazione della Responsabilità sociale d’impresa
  • Formazione continua sul lavoro e fuori dal posto di lavoro anche come favorente rispetto alla mobilità e alla ricollocazione sul territorio

 

Sviluppo delle professionalità

Costituzione di un fondo interprofessionale territoriale in sinergia con quello di solidarietà, a cui dovrebbero aderire tutte le aziende (anche sotto i 5 dipendenti).

Dalla formazione continua (life long learning) sulla carta ai fatti concreti con la ripresa di un percorso ai fini della certificazione delle competenze.

 

Welfare integrato

Valorizzazione del welfare integrato a partire da quello pubblico e ribadendo che il welfare integrativo debba essere contrattuale

Da valutare l’ipotesi di un progetto con la Regione.

 

Estensione delle tutele ad altre tipologie di lavoro

Per contrastare la deregolamentazione e la precarizzazione del lavoro occorre accompagnare e governare i cambiamenti in atto.

Un’altra sfida in un mondo del lavoro che cambia è rappresentata dall’estensione delle tutele alle diverse tipologie di lavoro riconducibili al lavoro dipendente come le collaborazioni e le partite IVA mono-committenza, i riders ed altri.

La Provincia di Bolzano non ha competenze primarie in questo ambito, tuttavia si può ragionare su ammortizzatori sociali o percorsi formativi dedicati per queste forme di lavoro. 

Inoltre, le istituzioni provinciali dovrebbero intervenire a livello nazionale affinché siano regolamentate queste forme di lavoro, così come è già stato fatto con l’accordo delle Tagesmütter.

 

23.07.2019

 

Credits foto: 
© Sashkin - Fotolia.com
Italiano

Cerca

Form di ricerca


Ultime notizie