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Le morti bianche fanno notizia, ma non incentivano ad agire per evitarne altre


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Ancora 2 tragedie sul lavoro in Alto Adige. Ancora una volta ci troviamo a piangere delle vittime di un sistema che fa poco per la prevenzione e pochissimo nell’ambito della capacità sanzionatoria. Nel 2017 sono state perse 190.111 giornate lavorative in tutti i settori. Da anni sosteniamo che essere ai primi posti delle statistiche nazionali in merito alla frequenza d’infortuni richiederebbe un cambio di paradigma radicale nella politica della Provincia. Purtroppo pare che l’unico interesse della politica sia la riduzione della burocrazia per far felici le associazioni economiche.

Dal 2008 è stato costituto il “Comitato di Coordinamento per la sicurezza sul lavoro” che si è riunito l’ultima volta il 16.06.2017 mentre la delibera che lo ha istituito prevede incontri trimestrali. Quella è stata la quinta volta in 10 anni e da allora nulla più. Questo organo è previsto dal testo unico in materia e dovrebbe essere presieduto dal Presidente della Giunta Provinciale. Uno dei compiti dovrebbe essere quello di reinvestire in progetti di prevenzione i proventi delle sanzioni comminate dell’Ispettorato. Non è mai stato presentato nemmeno un report sull’andamento ispettivo. Sono anni che l’organico di questo ufficio non viene adeguato all’andamento economico positivo in termini di occupazione. Questo anche perché i concorsi richiedono professionalità eccessive rispetto al ruolo generando una scarsità d’interesse da parte dei potenziali candidati.

Vorremmo sperare che, dopo i funerali, ci sia ancora qualcuno che abbia la sensibilità di onorare la memoria delle tante morti bianche agendo nell’interesse di chi vive solo del suo lavoro.

comunicato stampa SGBCISL, 18.04.2019

 

 

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