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Per redditi più alti. Serve un “Patto per L’Alto Adige”


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Le confederazioni altoatesine CGIL/AGB, SGBCISL e UIL-SGK incontrano nuovamente i rappresentanti delle liste che si candidano alle prossime elezioni provinciali per illustrare il documento congiunto di proposte e richieste. In primo piano la richiesta di un Patto per l'Alto Adige per retribuzioni più alte.

 

Premessa

A dieci anni dall’inizio della più grave crisi economica mai registrata negli ultimi 90 anni gli effetti si sono fatti sentire anche in Alto Adige. Se da un lato l’occupazione è cresciuta, dall’altro i salari reali hanno subito una piccola contrazione in quasi tutti i settori economici. Se invece osserviamo tutti i redditi, notiamo che il 41,3% della popolazione attiva dichiara meno 25.000 euro lordi all’anno.

Le riforme del mercato del lavoro hanno reso sempre più precari gli occupati e queste, applicate tout court anche nella nostra provincia, hanno generato l’aumento della povertà relativa che ormai coinvolge il 16% delle famiglie. L’aumento costante della spesa per sussidi pubblici di contrasto alla povertà conferma un trend di aumento delle disuguaglianze. Pertanto se avere un lavoro “non basta più a stare bene” l’aumento del PIL permetterebbe una migliore distribuzione della ricchezza prodotta. Questo è in sintesi il nostro obiettivo per la legislatura che si aprirà dopo le prossime elezioni provinciali.

 

Il “Patto per L’Alto Adige”

In Alto Adige oltre un quarto dei rapporti di lavoro sono a termine e/o a tempo parziale. I redditi reali in Italia sono fermi al 1993 e in Alto Adige una parte sostanziale dei lavoratori del settore privato ha trattamenti economici e normativi definiti con i contratti nazionali.

Serve un accordo quadro territoriale che permetta di definire un salario locale, il diritto alla formazione continua e un sistema di welfare integrativo cucito su misura per la nostra realtà. Il nuovo Consiglio Provinciale dovrebbe incentivare pertanto la contrattazione integrativa attraverso specifici interventi fiscali di competenza (ad es. sull’IRAP) e interventi per qualificare l’economia, collegando gli incentivi alle imprese a criteri di qualità.

 

Ammortizzatori sociali e politiche attive del lavoro

I rapporti di lavoro sempre più precari e la diminuzione della permanenza delle persone nello stesso posto di lavoro, richiedono una formazione continua sempre maggiore e l’utilizzo per tutti del fondo bilaterale di solidarietà territoriale. Attraverso questo importante strumento, oltre a pagare gli ammortizzatori sociali quando serve, si potrebbero sostenere i lavoratori nella formazione. Per non lasciare indietro nessuno è necessario che ad esso contribuiscano tutte le imprese (come nel Trentino) e non solo quelle che hanno più di 5 dipendenti come avviene oggi.

Inoltre, viste le difficoltà riscontrate nella definizione di una convenzione con l’ANPAL nazionale, riteniamo vada ripresa l’attuazione del DLgs 28/2013 che ha concesso alla Provincia Autonoma di Bolzano di integrare gli ammortizzatori sociali nazionali. Attraverso questa delega si potrebbero prevedere nuovi percorsi di riqualificazione per i disoccupati in Alto Adige.

 

Appalti

Nella Provincia Autonoma di Bolzano si appaltano lavori, forniture e servizi per circa 2 miliardi di euro all’anno. Nell’ambito degli appalti di servizi il lavoro è scarsamente tutelato e infatti riscontriamo quotidianamente abusi. La legge provinciale prevede delle tutele che non sono mai state attuate. Anche in questo ambito vanno previste specifiche misure che valorizzino le imprese che applicano anche i contratti territoriali.

 

Politica della casa

I prezzi degli immobili sono diventati insostenibili per una parte rilevante di persone a basso reddito. In quest’ ambito bisogna anche considerare l’andamento demografico e l’instabilità dei nuclei familiari. La legislazione provinciale è, in questo senso, anacronistica. Per questa ragione va incentivato il mercato dell’affitto. L’investimento IPES deve continuare e incrementarsi con la collaborazione dei comuni. Gli iscritti ai fondi pensione locali che acquistano casa dovrebbero essere sostenuti anche con una contribuzione pubblica aggiuntiva.

 

Politiche sull’immigrazione

I cittadini stranieri residenti sono quasi il 10% della popolazione. Anche dalla loro integrazione dipenderà in parte il benessere complessivo del territorio e la sostenibilità di lungo periodo del welfare. Per questo andrebbe rivista e riformulata la legge provinciale del 2012 attuata solo in minima parte, oltre a incentivare corsi di lingue, di formazione professionale ed educazione civica.

 

Urbanistica

Dopo l’approvazione della Legge provinciale Territorio e Paesaggio si dovranno varare ben 26 regolamenti di attuazione, proseguendo nel percorso partecipativo.

 

Sicurezza sul lavoro e tutela delle malattie professionali

In Alto Adige il numero di infortuni, oltre 15.000 all’anno, è ancora troppo alto e nel 2016 sono state perse 172.809 giornate di lavoro per questa causa. È necessario quindi lavorare ancora di più su prevenzione e formazione.

L’esperienza dell’artigianato, il cui ente bilaterale ha assunto due RLST – rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali - dimostra come si possano ottenere ottimi risultati con un’attività di rappresentanza partecipata.

Va rilanciato, in quanto strategico, il “Comitato di Coordinamento provinciale in materia di salute e sicurezza sul lavoro”, costituito nel 2008.

La proposta di legge provinciale per la tutela della salute relativa alla prevenzione dei fenomeni di mobbing e violenza sul lavoro abbandonata in questa legislatura, rimane una priorità da affrontare nella prossima.

 

Sanità

Sviluppo qualitativo della sanità pubblica, puntando su prevenzione, sulla centrale unica degli acquisti, sulla drastica riduzione dei tempi di attesa, alla realizzazione della centrale unica delle prenotazioni.

 

18.09.2018

 

Credits foto: 
SGBCISL
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