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Servono politiche attive mirate per sostenere le persone disoccupate


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In Alto Adige crescono sia gli occupati che i disoccupati. Lo conferma l’ultima rilevazione mensile dell’osservatorio sul mercato del lavoro pubblicata oggi.

Il dato può apparire una contraddizione, ma spiega molto bene com’è organizzato il nostro mercato del lavoro. Abbiamo una consistente presenza di addetti stagionali o comunque a tempo determinato o precario che arrivano prevalentemente da fuori provincia per rispondere all’offerta nei settori del turismo, dei servizi e più recentemente anche dall’edilizia. Questi ambiti registrano, infatti, l’incremento maggiore di occupazione.

Allo stesso tempo notiamo che i disoccupati rilevati mensilmente non sono mai meno di 10.000 e le offerte di lavoro sono sempre intorno a quella cifra.

Questo significa che in Alto Adige domanda e offerta fanno fatica ad incontrarsi. Servono pertanto politiche attive del lavoro mirate alla ricollocazione delle persone disoccupate. Si potrebbero implementare percorsi di riqualificazione professionale in funzione delle richieste di professionalità delle aziende oppure aiutare chi ne ha bisogno a trovare il lavoro avvalendosi sia dei servizi pubblici che di quelli privati. Per questi ultimi esisterebbe la possibilità di utilizzare “l’assegno di ricollocazione” che è un ottimo incentivo per chi fa mediazione al lavoro visto che viene pagato dallo stato a chi effettivamente trova un impiego per almeno 6 mesi.

Denunciamo ormai da anni il disinteresse della Provincia rispetto a questo tema, ma dal 2013 avremmo la possibilità di integrare gli ammortizzatori sociali statali con risorse locali. In quell’anno fu approvata la specifica norma di attuazione allo Statuto, ma il disegno di legge provinciale elaborato da un gruppo di lavoro assieme alle parti sociali e necessaria a produrre gli effetti per i disoccupati, non è mai stata discussa in Consiglio Provinciale.

I dati che mensilmente vengono elaborati dall’osservatorio confermano quanto sia necessario aiutare queste circa 10.000 persone nella ricerca di un’occupazione.

Nella prossima legislatura questa sarà per noi una priorità non più rimandabile alle calende greche.

07.08.2018

 

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