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Contratti
integrativi
Serve un cambio di passo dell' economia
Redistribuire i redditi è possibile attraverso la sottoscrizione
dei contratti integrativi
In relazione alla pubblicazione dei dati relativi ai fatturati
2010 delle 50 maggiori aziende con sede in Provincia di Bolzano
è emerso che esse hanno avuto risultati molto positivi.
Spesso, in occasione della pubblicazione di dati o studi,
l’economia dell’Alto Adige viene descritta come stabile ed in
crescita.
Se così è, i Sindacati dovrebbero porre ai rappresentanti
dell’economia una domanda: come mai allora è così difficile in
genere concludere i contratti integrativi sia aziendali che
territoriali?
La contrattazione di secondo livello rappresenta un’opportunità
per l’aumento della produttività delle aziende e per distribuire
ai collaboratori parte di questa maggior valore aggiunto che
essi contribuiscono ad ottenere. La contrattazione integrativa è
stata anche incentivata dal legislatore attraverso la
defiscalizzazione per i lavoratori e la decontribuzione per le
imprese. Conviene quindi ad entrambi.
La SGBCISL ricorda che il secondo livello di
contrattazione era stato regolamentato, fin dal 1993, attraverso
un accordo di concertazione sottoscritto da tutte le parti
sociali. Il contratto nazionale doveva servire per mantenere il
potere di acquisto dei salari, quello integrativo per
distribuire ai lavoratori la maggior ricchezza prodotta sia a
livello territoriale che aziendale.
Se è vero che in Alto Adige i dati economici sono così postivi,
allora crediamo che sia necessario un cambio di passo da parte
dell’economia e fare in modo che i lavoratori possano contare su
redditi più alti. In altre regioni, non distanti da qui, questo
avviene in misura decisamente maggiore rispetto all’Alto Adige.
Non
dimentichiamo che altrove il costo della vita è anche inferiore
al nostro.
08.08.2011 |