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Sostegni alla famiglia
La politica della famiglia non si fa con l' addizionale IRPEF
 

Pensare di perseverare con l’utilizzo dell’addizionale IRPEF come strumento di sostegno alla famiglia significa continuare con le discriminazioni della legge vigente. Oggi è indifferente avere uno o più figli e redditi famigliari alti possono dare diritto all’esenzione mentre bassi no.
Se si vogliono aiutare le famiglie utilizzando la leva fiscale, lo si faccia introducendo deduzioni e detrazioni così come possibile dopo l’accordo di Milano. Il presidente della Provincia dovrebbe ricordare che stiamo parlando di un’imposta che vale lo 0,9% dei redditi e che incide sulle entrate per poco più dell’1% del bilancio.
A chi non vuole ridurre la pressione fiscale, vorremmo ricordare che quest’anno i cittadini stanno subendo anche un aumento dell’inflazione stimato intorno al 3% e che la cosiddetta Robin Tax, prevede un ulteriore  prelievo dell’IRES per le imprese del settore energetico, le quali, come già in passato, scaricheranno i costi sui consumatori. Se a questo aggiungiamo l’aumento dell’IVA, si comprende ancora più chiaramente come si debba ridurre il prelievo sui redditi.
La nostra proposta era chiara: riduzione dell’addizionale IRPEF, aumento dell’IRAP e maggiore riduzione per le imprese virtuose, introduzione della tassa sul pernottamento e revisione del sistema della finanza locale. A saldi quasi invariati si potrebbero lasciare oltre 400 euro alle famiglie. Ormai è chiaro che il Presidente della Provincia non voglia farlo.

Continueremo a sostenere le nostre ragioni sia nei confronti della Giunta sia del Consiglio provinciale durante l’iter di discussione della legge. Non dimentichiamo che aumentare IVA e IRES significa anche incrementare le entrate della Provincia.

 

 

04.10.2011

 

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