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Pensioni
Alcune novità del 2010
Un fondo sanitario integrativo a livello regionale; è questa la
proposta che la SGBCISL ha lanciato ufficialmente nel corso di un
Convegno svoltosi oggi 13 novembre a Bolzano.
L’aspettativa di vita si sta allungando, di converso diminuisce il
tasso di natalità. Lo stato sociale, così come lo conosciamo, non
potrà reggere alle mutate condizioni demografiche. Per mantenere
gli attuali standard di qualità a tutti i cittadini si rende
necessario un secondo pilastro che non sostituisca, ma integri la
sanità pubblica”, ha affermato il Segretario generale Michele
Buonerba. Un tale fondo garantisce agli aderenti ed ai loro
famigliari l’integrazione del costo delle prestazioni sanitarie.
La contribuzione ai fondi sanitari integrativi sarebbe a carico
dei datori di lavoro e dei lavoratori e godrebbe di agevolazioni
fiscali. A livello nazionale se ne contano già 516 tra fondi
sanitari e società di mutuo soccorso. Si tratta di un sistema
molto frammentato che però lascia senza copertura gran parte della
popolazione. Grazie alle competenze legislative della Regione
Trentino-Alto Adige è possibile pensare ad un grande fondo
sanitario, che potrebbe muoversi nella scia di successo già
riscontrato con il fondo pensione complementare regionale Laborfonds, così Buonerba. La palla passa ora alle parti sociali e
la politica.
L’assessore Richard Theiner nel suo intervento ha evidenziato
interesse e ha dato ampie disponibilità a portare avanti questo
progetto assieme alle parti sociali non dimenticando la Provincia
di Trento.
Il rettore della LUB Professor Walter Lorenz nella sua relazione
ha evidenziato il trend dello Stato sociale a livello europeo. Ha
sottolineato come andrebbe evitato che qualcuno venga lasciato
fuori dalla tutela sociale. Tutti devono assumersi la
responsabilità per favorire l’integrazione sociale. La Provincia
di Bolzano in questo ambito ha i presupposti per dare il buon
esempio.
Romano Siviero ha portato al Convegno l’esperienza della Societá
di mutuo soccorso “Cesare Pozzo”. |