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Comunicato stampa SGBCISL
A minori risorse
per il sociale devono corrispondere meno burocrazia e maggiore equità.
Ieri, in occasione della riunione congiunta tra l’Esecutivo
provinciale e la Giunta del Comune di Bolzano, il Presidente della
Provincia ha annunciato, a causa delle minori entrate, una futura
diminuzione degli stanziamenti destinati all’assistenza sociale.
Questa è certamente una buona occasione per cambiare i criteri per
l’accesso alle prestazioni. Attualmente gli enti locali della
nostra Regione sostengono i cittadini meno abbienti attraverso
numerose forme di sussidio. Si tratta di un aspetto positivo
perché si va dal sostegno ai genitori per i figli minori, alle
borse di studio fino ad arrivare alle agevolazioni per il
trasporto scolastico.
A fronte di diverse prestazioni sono state previsti altrettanti
sistemi di rilevazione dei requisiti per i quali ai richiedenti è
richiesto un carico burocratico molto elevato e costoso in termini
di tempo.
Abbiamo inoltre anche un conflitto d’interesse tra le diverse
prestazioni offerte. Ad esempio nel calcolo del canone degli
inquilini IPES viene compreso anche l’assegno provinciale al
nucleo familiare che in alcuni casi ha determinato un aumento
dell’affitto superiore all’importo percepito dalla Provincia per
questa prestazione.
Infine, essendo prevalentemente solo il reddito ad essere
calcolato per l’accesso alle prestazioni, si determina un rischio
concreto che a percepire sussidi siano cittadini che possiedono
patrimoni rilevanti.
Per questa ragione da anni chiediamo che anche in Alto Adige ci
sia un unico sistema per la rilevazione della capacità economica
delle famiglie e dei cittadini.
Attraverso questo sistema otterremmo il duplice risultato di
abbattere l’onere burocratico cui sono soggetti i cittadini e
dall’altra arrivare una più equa distribuzione delle risorse
disponibili.
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