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Integrazione al reddito della Regione

Servono nuovi criteri
 

Integrazione al reddito della Regione: Molti lavoratori colpiti dalla crisi sono esclusi. Servono nuovi criteri.
Alla fine del 2008, quando la crisi era nella fase iniziale, il sindacato aveva sollecitato la Regione a mettere in campo delle misure per integrare le indennità di sussidio al reddito destinate ai lavoratori coinvolti nella crisi. L’intervento è stato introdotto nel nostro ordinamento attraverso una legge regionale nel luglio 2009. Lo stanziamento complessivo è di 20 milioni da dividere equamente tra le due province autonome e per i successivi due anni. Per il periodo 1.9.2008-30.4.2010 alla Provincia di Bolzano sono stati assegnati 5 milioni.
Noi avevamo contestato che la soglia di reddito individuata dalla legge in 1.065 euro lordi mensili avrebbe escluso dal provvedimento la parte maggiore dei lavoratori sospesi o licenziati. Il Presidente della Regione Luis Durnwalder sostenne che nessuno doveva rimanere al di sotto dei 1.000 euro di reddito e altre misure non sarebbero state possibili. Dopo l’approvazione della legge regionale vi fu un lungo negoziato tra sindacati e Giunta Provinciale per definire i criteri di erogazione delle prestazioni in provincia di Bolzano. Siamo partiti da un integrazione nel mese solare per arrivare, dopo molte riunioni e ben due delibere, all’integrazione oraria di 1 euro all’ora attualmente vigenti.
Ieri sono stati diffusi i dati che da tempo avevamo chiesto ed è emerso quanto avevamo temuto: nel primo anno di applicazione del provvedimento le prestazioni sono state pagate a soli 442 lavoratori per una spesa complessiva di 292.000 euro. A meno di un improbabile inversione di tendenza negli ultimi mesi la gran parte della somma che era stata stanziata non è stata spesa e nel frattempo il numero delle persone residenti che hanno perso il lavoro o che sono state sospese è sensibilmente aumentato. Nel frattempo l’inflazione ha ripreso a correre e il costo della vita non è certo diminuito.
A distanza di un anno risulta del tutto evidente che la legge regionale ed il relativo regolamento di attuazione provinciale andranno modificati per aumentare sia il numero dei beneficiari che la durata del sussidio integrativo.

 

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