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La Cisl sulla
manovra economica
Rigore, ma anche
equità
Per evitare
sanzioni da parte dell’Unione Europea, che impone il rientro al
3% del rapporto tra deficit e PIL, l’Italia deve risparmiare
quasi 25 miliardi di euro nei prossimi due anni. La Cisl è
consapevole della necessità di rigore, ma chiede che sia
accompagnato dall’equità sociale, soprattutto in questa fase di
mancata ripresa dell’economica.
Grazie all’intervento della Cisl, lo Stato sociale non è stato
tagliato e sono stati previsti incentivi fiscali per rilanciare
il secondo livello contrattuale. La Cisl ora si impegna affinché
sia rivisto il blocco delle progressioni di carriera ed
anzianità per tutto il personale della scuola. Bisogna puntare
inoltre a ridurre ulteriormente gli sprechi e abbattere i
privilegi.
La Cisl quindi punta sulla via negoziale per superare questo
momento di difficoltà e sacrifici. Le parti sociali ora devono
indicare la strada al governo per le riforme strutturali, prima
fra tutte quella sul fisco. Ora devono contribuire soprattutto
coloro che finora sono sfuggiti al sistema tributario. La Cisl
vuole meno tasse sul lavoro, e nuove forme di tassazione per
grandi patrimoni e rendite speculative (attualmente al 12,5%),
oltre che a strumenti efficaci di contrasto all’evasione
fiscale. |