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Disegno di legge immigrazione:
Molte le criticità, anche il carattere innovativo è venuto meno
 

Il disegno di legge approvato lunedì dalla Giunta Provinciale, pur contenendo elementi positivi quali il rafforzamento del sostegno alle attività dei mediatori culturali e alle scuole a favore dell’integrazione, evidenzia diverse criticità.
Il disegno di legge in larga parte riprende norme provinciali già esistenti e ribadisce principi sanciti universalmente come il diritto all’assistenza sanitaria.
In secondo luogo, il requisito dei 5 anni di residenza per cittadini di Paesi non appartenenti alla UE per accedere alle prestazioni sociali è stato esteso a quasi tutte le prestazioni. Questo requisito è iniquo e di dubbia coerenza rispetto al diritto comunitario.
Il coordinamento di tutte le attività previste in materia d’immigrazione viene inoltre istituita presso la ripartizione lavoro. Le competenze specifiche riguardanti l’oggetto della legge risiedono però più nel sociale. La ripartizione sociale potrà essere presente solo nella Consulta provinciale per l’immigrazione, organo meramente consultivo, e nonostante le attribuzioni minimali, i rappresentanti degli immigrati saranno in minoranza numerica rispetto agli altri soggetti previsti.
Inoltre, sono ancora sconosciute funzioni e attività del Coordinamento Immigrazione e le modalità di funzionamento del Centro di tutela contro le discriminazioni, perché autodelegate alla Giunta provinciale che emanerà un regolamento di esecuzione.
Nel complesso la legge non è innovativa. Se l’obiettivo doveva essere un inserimento effettivo dei cittadini stranieri nel tessuto sociale della Provincia, con questa legge non si farà un grande passo in avanti.

31.01.2011

 

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