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“Nel complesso, un bilancio di metà legislatura poco soddisfacente”


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Nel 2013, in vista delle elezioni per il Consiglio provinciale, le organizzazioni sindacali avevano predisposto una piattaforma di richieste e proposte per la legislatura 2013-2018. A metà legislatura, nel corso di una conferenza stampa svoltasi il 19 settembre, è stato fatto il punto su quanto delle richieste allora fatte è stato ad oggi realizzato. Per i Sindacati, il bilancio, nel suo complesso, è poco soddisfacente. Molto, troppo, è rimasto sulla carta.  
Due le note positive. Da una parte, è stata accolta la proposta di anticipare gli sgravi fiscali statali previsti per gli interventi di risanamento in edilizia. Questa misura ha  incoraggiato  molti cittadini ad eseguire interventi di ristrutturazione e risparmio energetico, e , nel contempo,  rilancia il settore delle costruzioni. Dall’altra, è stata abbassata l’addizionale regionale IPREF attraverso l’istituzione di una “free tax area” per i primi 28.000 euro di reddito.
Due gli aspetti dolenti!  Non è stata portata avanti la razionalizzazione e la semplificazione delle leggi  provinciali. Un intervento del genere sarebbe andato in direzione di  una maggiore efficacia,  trasparenza, ed avrebbe avuto un impatto positivo sui costi. Invece si continua con le leggi omnibus. L’altro aspetto critico riguarda le relazioni fra politica e parti sociali. Nonostante quale passo in avanti sia stato fatto non si può ancora parlare di vera concertazione.
Segue una panoramica delle valutazioni sindacali su alcuni temi:

AMMORTIZZATORI SOCIALI
Nel 2013 il “Jobs act” non era ancora stato promulgato. Lo era però la norma di attuazione sugli ammortizzatori sociali voluta fortemente dal Trentino. A livello nazionale è stato istituito l’ANPAL (Agenzia nazionale per le politiche attive), ma a livello locale potremmo già essere in grado di avere un sistema scandinavo di politiche attive del lavoro. Grazie a questa delega sarebbe stato possibile introdurre dei sussidi locali, integrativi di quelli nazionali, vincolandoli all’effettiva ricerca di un nuovo posto di lavoro con l’offerta di un sistema efficiente di formazione continua.
Ad oggi, dopo l’istituzione di un gruppo di lavoro nel 2014, non è stato fatto nulla. La scusa è stata l’attesa dei decreti attuativi del Jobs Act che sono entrati in vigore nel 2015. Quindi nessuna integrazione agli ammortizzatori sociali e niente politiche attive. Aspettiamo Roma…

CLAUSOLE SOCIALI NEGLI APPALTI
Si chiedeva di dare priorità assoluta alla tutela del lavoro nell’ambito degli appalti. Soprattutto quelli “labour intensive” ad alta incidenza di manodopera. La direttiva europea del 2014 ha introdotto importanti principi a tutela del lavoro, dopo che lo Stato ha delegato alla Provincia il recepimento della direttiva stessa, avremmo avuto una grandissima opportunità per evitare lo sfruttamento delle persone con i soldi pubblici.
Dopo molte insistenze, la legge provinciale del 2015 ha introdotto solo un articolo molto generico (peraltro copiato dalla direttiva) per il quale non è stata ancora introdotta alcuna linea guida.

SEMPLIFICAZIONE DELLA FORMAZIONE CONTINUA
Abbiamo chiesto che si facesse sistema in questo ambito nel quale esiste una forte frammentazione della spesa pubblica e una dubbia efficacia del sistema stesso. Inoltre, si chiedeva di tenere conto delle risorse disponibili presso i fondi interprofessionali (circa 11 milioni all’anno).
Ad oggi non si è intervenuti in questo ambito.

ADDIZIONALE REGIONALE IRPEF
E’ stato chiesto di esentare i redditi fino a 35.000 euro.
Dal 2015 è stata introdotta la “free tax area” fino a 28.000 euro e quindi l’impatto sul bilancio della Provincia è stato superiore a quello che era stato stimato.

IRAP RIDOTTA CON CRITERI SELETTIVI E NON A PIOGGIA
Negli anni precedenti al 2013 la Giunta Provinciale aveva sensibilmente abbassato l’aliquota per tutte le aziende. Vi erano alcuni incentivi alle imprese virtuose, sostanzialmente irrilevanti. Dal 2015 l’aliquota ordinaria è stata abbassata al 2,68 (la più bassa d’Italia) e dallo stesso anno il costo del lavoro non viene più considerato nel calcolo. Noi abbiamo chiesto che, sul modello del Friuli, si riducesse l’aliquota per le imprese che praticano la contrattazione integrativa necessaria all’aumento della produttività redistribuendo ai collaboratori il maggior reddito prodotto.
Ad oggi sono stati fatti solo interventi sulle aliquote, riducendole “a pioggia” per tutti, senza alcun vincolo.

RIDUZIONE DEL NUMERO DELLE LEGGI DI SPESA, SOPRATTUTTO QUELLE A SOSTEGNO DELL’ECONOMIA
Siamo sempre stati convinti che  un eccesso di leggi di spesa generi burocrazia e iniquità rispetto agli obiettivi di sostegno al territorio.
Nel 2013 abbiamo contato 104 leggi di spesa (= leggi che prevedono l’erogazione di contributi). Ad oggi sono aumentate.

SEMPLIFICAZIONE DEL NUMERO DELLE PRESTAZIONI SOCIALI E FOCALIZZAZIONE SUL REALE BISOGNO
Abbiamo chiesto di introdurre un sistema semplificato che portasse alla riduzione del numero delle prestazioni sociali senza ridurre la spesa pubblica. In buona sostanza: meno burocrazia e maggiore equità sociale.
Ad oggi il numero delle prestazioni sociali è aumentato senza che il sistema sia stato reso più semplice e non c’è stata alcuna riduzione burocratica.

MODIFICA DEL SISTEMA DI RILEVAZIONE DELLA DURP
Abbiamo chiesto che il patrimonio mobiliare fosse rilevato integralmente, indipendentemente dalla soglia per l’accesso alle prestazioni sociali, e che quello immobiliare strumentale fosse considerato.
Ad oggi la DURP è stata estesa alle prestazioni relative alla casa, ma l’impostazione di fondo non è cambiata.

FONDO SANITARIO TERRITORIALE A SISTEMA CON QUELLO PUBBLICO
Abbiamo proposto, già nel 2008, di costituire un sistema di sanità integrativa contrattuale e provinciale che avesse prestazioni concordate con la sanità locale per evitare che i soldi derivanti dalla contrattazione finissero in buona parte nelle casse delle assicurazioni. Inoltre, facendo sistema con la sanità pubblica locale, si sarebbe posto un argine alle cliniche private che fanno profitti sulla salute delle persone.
Ad oggi è operativo il solo “Sani-Fonds” nell’artigianato che ha centrato in pieno gli obiettivi posti in essere con l’idea di fondo territoriale per tutti. Si ipotizza di introdurre un fondo per i dipendenti  degli enti locali, ma il contratto non è stato ancora firmato.

SOCIETA’ UNICA DEI SERVIZI PUBBLICI LOCALI A RILEVANZA ECONOMICA
Abbiamo proposto di costituire un’unica holding provinciale per tutti i servizi pubblici. L’obiettivo era quello di garantire l’occupazione locale (evitando gli appalti imposti dal diritto comunitario) e di avere tariffe più eque su tutto il territorio provinciale.
Ad oggi è stata portata a termine solo la fusione di AEW con SEL, ma ALPERIA è nata più come   conseguenza delle vicende giudiziarie che per un’effettiva volontà politica. Tutti gli altri servizi sono rimasti allo stato del 2013.

POLITICA DELLA CASA
Sostenere i programmi di edilizia popolare IPES: Provincia con il finanziamento e i Comuni con la messa a disposizione di aree. Puntando innanzitutto sul recupero di edifici e aree dismesse.
Serve fare passi in avanti.

Credits foto: 
SGBCISL
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