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Lavoratori rimasti senza lavoro e sussidio: estendere l’accesso al “reddito minimo d’inserimento”


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La crisi determinatasi a seguito della diffusione del virus Covid 19 ha costretto alla chiusura un numero elevatissimo di unità produttive. Il Governo è intervenuto tempestivamente prevedendo l’estensione a soggetti che non ne avevano diritto di ammortizzatori sociali esistenti e reintroducendo la cassa integrazione in deroga che fu pensata per la crisi economica del 2008 e poi soppressa.

Il decreto “Cura Italia” ha limitato gli interventi a chi avesse un rapporto di lavoro in essere alla data del 23 febbraio scorso, ma ha naturalmente lasciato scoperti coloro che sono stati assunti e sospesi successivamente o che più semplicemente attendevano l’apertura della nuova stagione per riprendere servizio. Proprio per questi è necessario un intervento tempestivo da parte della Provincia Autonoma di Bolzano. L’unica soluzione di rapida attuazione è l’estensione temporanea e straordinaria del “Reddito minino di inserimento” a soggetti che oggi non ne avrebbero diritto, ma che si sono trovati senza nessuna forma di reddito.

La settimana scorsa l’Assessora al sociale, esponente degli “Arbeitnehmer” nell’ambito del suo partito, ci ha chiesto di suggerirle alcuni interventi che potrebbero essere messi in campo da parte della Provincia. Le abbiamo risposto che è necessario evitare nuovi sussidi perché richiederebbero l’approvazione di una legge: la durata dell’iter sarebbe inconciliabile con la necessità di dare delle risposte immediate a chi oggi è in grave difficoltà.

La soluzione che abbiamo proposto richiederebbe la modifica temporanea, per il solo 2020, di un Decreto del Presidente della Giunta Provinciale attuabile attraverso una delibera dell’esecutivo.

Auspichiamo che nei prossimi giorni si trovi una soluzione nella direzione che abbiamo indicato.

Comunicato stampa SGBCISL

24.03.2020

 

Credits foto: 
foto simbolica - Pixabay
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