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Medici di famiglia: interrotte le trattative per l’integrativo provinciale


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I Sindacati dei medici di famiglia hanno sospeso le trattative per il contratto integrativo provinciale, scendono in campo a salvaguardia dei diritti del paziente e chiedendo il sostegno della cittadinanza.
I quattro Sindacati dei medici di famiglia (SNAMI, FIMMG, SGBCISL Medici, SMI) hanno interrotto le trattative per il contratto integrativo provinciale in seguito ad un incontro con la controparte pubblica svoltosi il 16 dicembre.
La Provincia in tale incontro aveva proposto di stabilire soglie diverse per quanto riguarda il numero dei pazienti per ciascun medico. “La proposta avrebbe comportato che per un medico possa essere stabilito un tetto massimo di 2.500 pazienti, mentre un collega a distanza di pochi chilometri ne abbia invece solo 1.500, a seconda del Comprensorio di appartenenza. Per noi una tale suddivisione, un tale trattamento non omogeneo dei medici, non è ammissibile.“ commenta il Dott. Eugen Sleiter, Segretario della SGBCISL Medici.
La Federazione SGBCISL Medici inoltre non condivide l’erogazione, ai medici di base, di un indennizzo pari a 12 euro per ogni paziente ceduto. “Non vogliamo che i cittadini siano tirati in ballo nelle trattative in questa maniera, come se fossero merce di scambio. I cittadini hanno il diritto alla libera scelta del proprio medico di Medicina generale, e rischiamo che vengano privati di questo diritto, rischiamo addirittura che l’assistenza capillare su tutto il territorio provinciale non potrà più essere garantita. Considerando l’attuale mancanza di medici di base, che in futuro sarà sempre più accentuata, come si può pensare di risolvere questo problema chiedendo ai medici di cedere pazienti ad altri offrendogli un incentivo?”
I medici chiedono pertanto ai cittadini di sostenere il proprio medico di famiglia nelle future azioni di protesta a tutela dei diritti essenziali di ogni assistito.
SGBCISL Medici, 16.12.2016

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