In occasione del 9 maggio, Giornata dell'Europa, la SGBCISL rilancia la necessità di un’Europa garante di pace, democrazia, giustizia sociale e solidarietà.
In occasione della Giornata dell’Europa, il sindacato SGBCISL rilancia con convinzione la necessità di un’Europa forte, che sappia essere garante di pace, democrazia, giustizia sociale e solidarietà.
In un contesto internazionale segnato da instabilità geopolitica, tensioni militari e derive nazionaliste, l’Europa deve assumere un ruolo di protagonista responsabile e autonomo, capace di difendere i propri valori fondativi e tutelare i diritti dei cittadini.
La SGBCISL, convintamente europeista crede che solo un’Unione coesa e democratica possa affrontare le grandi sfide del nostro tempo: dalla gestione dei flussi migratori alla transizione energetica e digitale, dalla lotta alle disuguaglianze sociali alla promozione di un mercato interno equo e sostenibile.
“L’Europa deve mettere al centro le persone, non i mercati, garantendo lavoro dignitoso, salari giusti e tutele sociali efficaci. Per questo chiediamo un rafforzamento della governance europea, con un Parlamento più incisivo e un ruolo negoziale più forte per i sindacati, affinché il dialogo sociale e la contrattazione collettiva diventino strumenti essenziali per la qualità, la stabilità e la sicurezza del lavoro”, affermano i segretari Donatella Califano e Georg Plaickner.
Per il sindacato SGBCISL è urgente superare la logica dei veti nazionali che bloccano decisioni fondamentali su politiche fiscali, migratorie e di difesa, per costruire un’Europa più democratica ed efficace.
“L’Europa deve essere garanzia di pace e stabilità in un mondo che cambia rapidamente."
“L’Europa deve essere garanzia di pace e stabilità in un mondo che cambia rapidamente. Solo così potremo garantire un futuro di dignità, sicurezza e coesione per tutti i lavoratori, le lavoratrici e cittadini e cittadine europei. Il nostro impegno sindacale è al fianco di questa visione, per un’Europa che non lasci indietro nessuno e che sappia essere protagonista di un ordine mondiale più giusto e solidale” concludono Califano e Plaickner.
