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SGBCISL non firmerà l’avviso comune! "La retribuzione dei lavoratori non è garantita"


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Questa settimana prenderà il via l’annunciata grande azione di test per i lavoratori dell'Alto Adige con l’obiettivo di garantire l'apertura in sicurezza delle attività produttive.

Come SGBCISL, sosteniamo l’azione di monitoraggio, ma non se viene messo a rischio il diritto alla retribuzione per i lavoratori e le lavoratrici.

I test nasali non sono ancora formalmente riconosciuti in Italia. Ciò può comportare per i lavoratori, in caso di positività del test, problemi nel vedersi riconosciuto il congedo per malattia. “Molte delle persone individuate come positive riceveranno il congedo per malattia, ma non ve ne è garanzia alcuna. I medici di base vengono infatti incoraggiati a certificare la malattia in caso di positività, ma non sono obbligati a farlo", hanno dichiarato i segretari generali di SGBCISL Michele Buonerba e Dieter Mayr.

La tutela dei lavoratori non è pienamente garantita, la SGBCISL ha quindi deciso di non firmare l’avviso comune.

"Al fine di escludere svantaggi economici per i dipendenti colpiti, avevamo chiesto che in caso di positività del test, fossero i datori di lavoro a garantire il pagamento dello stipendio in caso di mancato riconoscimento della malattia. Ci rammarica constatare che i rappresentanti dei datori di lavoro non vogliano impegnarsi in prima persona", hanno concluso i due segretari generali.

Comunicato stampa della SGBCISL del 19.04.2021

19.04.2021

 

Credits foto: 
foto simbolica - Pixabay
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