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Sostegno all’economia anche per chi non rispetta contratti collettivi?


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Nel pacchetto di misure a sostegno dell’economia locale che la Giunta Provinciale ha presentato qualche giorno fa non sono stati inseriti dei condizionamenti in relazione al rispetto integrale dei contratti collettivi di lavoro da parte delle imprese.

Il rispetto integrale significa la garanzia del pagamento dei minimi retributivi, ma anche la parte normativa e conseguentemente il versamento regolare agli enti bilaterali, ai fondi pensione e ai fondi sanitari. In Alto Adige questa garanzia non è una certezza per tutti i lavoratori, ma addirittura abbiamo casi di categorie che da anni danno indicazione agli associati di eludere i versamenti previsti contrattualmente vincolanti.

A decorrere dal 2020 con la legge di bilancio è stata confermata l’aliquota minima dell’IRAP solo per quelle imprese che dimostrassero l’applicazione integrale dei contratti collettivi di lavoro. Questo fu per noi un risultato importante, ma andrebbe applicato sempre in caso di erogazione di contributi pubblici.

Per gli aiuti straordinari relativi ai drammatici esiti economici e sociali della pandemia questo criterio selettivo non è stato considerato nonostante ormai si stiano diffondendo anche in Alto Adige i contratti collettivi “pirata”. Si tratta di quelli sottoscritti da sindacati di lavoratori e aziende sostanzialmente insistenti che hanno il solo pregio di ridurre drasticamente i livelli di tutela per i lavoratori.

La qualità del lavoro è alla base di una società che si voglia definire decente e il pacchetto di misure approvato dalla Giunta Provinciale per ora non ne tiene conto.

Comunicato stampa SGBCISL del 09.03.2021

09.03.2021

 

Credits foto: 
Pexels
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