È stato rinnovato il contratto integrativo del settore commercio-servizi. Una panoramica delle principali novità.
Dopo intense e lunghe trattative, l’Unione Commercio e Servizi dell’Alto Adige e le organizzazioni sindacali di categoria Fisascat SGBCISL, Asgb Commercio e Uiltucs Uil/Sgk hanno sottoscritto il nuovo Contratto Integrativo Provinciale per il settore del commercio e dei servizi. Il nuovo contratto entrerà in vigore il 1° giugno 2025 e si applica alle aziende che applicano il contratto collettivo nazionale sottoscritto con l’associazione datoriale Confcommercio.
Quali sono le novità del Contratto Integrativo Provinciale? – Le modifiche principali in sintesi:
1. Elemento salariale locale
L’importo finora previsto di 8 € viene notevolmente aumentato e sarà erogato in due fasi:
- dal 1° giugno 2025 l’importo salirà a 45 €,
- dal 1° novembre 2026 a 75 €.
Eventuali anticipi già corrisposti sulle future aumenti contrattuali possono essere compensati.
2. Malattia e infortunio sul lavoro
Per una maggiore chiarezza, viene recepito integralmente l’articolo del contratto collettivo nazionale. In caso di infortunio sul lavoro, l’azienda deve informare la persona interessata almeno 7 giorni prima della scadenza del termine di 180 giorni. Inoltre, viene inserito il riferimento alla possibilità di aspettativa non retribuita – previa presentazione di valido certificato medico.
3. Permessi retribuiti: riconoscimento in caso di cambio di posto di lavoro
In caso di cambio di datore di lavoro, l’anzianità di servizio maturata presso il precedente datore può essere riconosciuta ai fini dei permessi retribuiti, a condizione che venga presentata apposita richiesta:
- Se la richiesta viene presentata entro 6 mesi dall’inizio del nuovo rapporto di lavoro, il diritto decorre dal primo giorno di lavoro.
- Se la richiesta viene presentata dopo 6 ma entro 12 mesi, il riconoscimento decorre dal mese di presentazione della richiesta.
- Se la richiesta viene presentata oltre 12 mesi, il diritto al riconoscimento decade.
4. Permessi retribuiti in casi particolari
In caso di malattia del figlio o per visite mediche possono essere concessi permessi retribuiti, se ancora disponibili.
- Per le visite mediche, la richiesta deve essere presentata almeno 15 giorni prima.
- È necessario presentare un certificato medico – in caso contrario, l’assenza è considerata ingiustificata.
5. Diritto alla formazione
I lavoratori e le lavoratrici con almeno due anni di anzianità aziendale hanno diritto a quattro ore di formazione o aggiornamento retribuito per anno solare. La scelta e la partecipazione ai corsi avvengono di comune accordo con il datore di lavoro.
6. Contratti a termine nelle località turistiche
Il protocollo sui contratti a termine nelle località turistiche, sottoscritto il 21 giugno 2019 e prorogato nel 2020, resta valido e mantiene la sua efficacia fino alla prima scadenza del nuovo Contratto Integrativo Provinciale.
7. Contratti part-time
I contratti part-time giornalieri con un solo giorno di lavoro settimanale e una durata minima di 7 ore restano consentiti. Inoltre, ora è possibile stipulare contratti part-time con un orario settimanale inferiore a quanto previsto dal contratto collettivo nazionale, purché sia rispettata una durata minima giornaliera di 3 ore. Per la stipula di tali contratti, il datore di lavoro è obbligato a richiedere preventivamente un parere vincolante dell’ente bilaterale EBK.
8. Clausole elastiche
La clausola elastica deve essere stipulata come accordo separato dal contratto di lavoro e non può essere inserita nel suo corpo principale. La sua validità è limitata a un massimo di 12 mesi dalla data di sottoscrizione. Se non viene disdetta da una delle parti con un preavviso scritto di 30 giorni, si rinnova automaticamente.
Valutazione: un passo significativo
Il nuovo contratto integrativo provinciale è il risultato di un processo di negoziazione in parte complesso e intenso, durante il quale è stato possibile raggiungere progressi sostanziali e un accordo sostenibile. L’aumento dell’elemento retributivo territoriale e mirati adeguamenti normativi portano a un miglioramento tangibile per le lavoratrici e i lavoratori. Considerate le sfide strutturali del settore commercio, si tratta di un passo significativo nella giusta direzione.
