Convegno SGBCISL per affrontare con il giurista Francesco Palermo il tema delle sfide e delle prospettive della nostra Autonomia.
Qual è lo stato di salute dell’autonomia speciale altoatesina, come ci si districa tra acquisizione di competenze e tutela delle minoranze, quali prospettive per una piena autonomia territoriale, quali le possibili conseguenze delle prospettate autonomie differenziate; questi ed altri quesiti sono stati affrontati nel corso di un Consiglio generale svoltosi in forma seminariale nei giorni scorsi a Bolzano, con il prezioso apporto del costituzionalista Francesco Palermo.
I partecipanti, componenti del Consiglio Generale SGBCISL nonché delle varie Segreterie, hanno avuto occasione per raccogliere preziosi input sullo stato dell’arte del cantiere autonomistico, offerti dal relatore, nonché confrontarsi con lui sulle sfide e le prospettive dell’Autonomia speciale dell’Alto Adige, anche alla luce del progetto nazionale dell’Autonomia differenziata.
L’incontro si è svolto nel corso del Consiglio Generale che ha visto il passaggio di consegne tra Dieter Mayr e Donatella Califano per quanto riguarda il vertice della SGBCISL (vedi link news alternanza etnica).
L’argomento dell’Autonomia, e dell’Autonomia differenziata in particolare, data l’attualità dell’argomento, è stato scelto perché lo Statuto di Autonomia, per la SGBCISL, è un valore e uno strumento indispensabile per la convivenza attiva nella nostra provincia, uno strumento comunque sempre passibile di evoluzioni e modifiche, necessarie anche a livello sociale.
In sintesi, alcuni fatti, spunti e considerazioni emersi dall’intervento del Prof. Palermo (e dal dibattito con i delegati presenti):
- L’Autonomia oscilla tra carattere territoriale e tutela delle minoranze: due orizzonti di senso che coabitano in provincia, ma sono concettualmente diversi.
- Lo strumento della proporzionale si è rivelato uno strumento utile in una certa fase dell’autonomia, è un modo per „dividere la torta“; eventuali deroghe andrebbero studiate ma potrebbero essere problematiche.
- Le autonomie differenziate non sono ancora in vigore. Il relativo disegno di legge (ancora in bozza) prevederebbe un trasferimento di funzioni e risorse temporaneo dallo Stato alle regioni ordinarie (intesa 10 anni, rinnovabili) senza costi aggiuntivi per la finanza pubblica e con oneri finanziari verificati annualmente da una Commissione.
- L’introduzione delle autonomie differenziate avrebbe scarso impatto sulla nostra Autonomia; le modifiche dei livelli essenziali delle prestazioni LEP riguarderebbero però anche la nostra Provincia
- Mancano strumenti e organismi di controllo della qualità delle leggi provinciali, che infatti spesso vengono impugnate.
- Autonomiekonvent/Convenzione sull’Autonomia, un esperimento che al momento è in stallo
- Autonomia, concettualmente, dovrebbe essere più collaborazione e relazione con territori limitrofi che chiusura
- Prospettive –una autonomia solo in Alto Adige o una azione globale? Cosa potrebbe comportare il presidenzialismo per la nostra Autonomia (più impugnazioni delle norme d’attuazione)? Spazi anche per una autonomia contrattuale? Domande aperte, utili per continuare a riflettere in maniera approfondita sulla nostra Autonomia.
