“Ripartire insieme”, un programma in 12 punti per rilanciare lavoro e coesione, investimenti e produttività, inclusione e politiche sociali, contrattazione e partecipazione, è questa l’Agenda Cisl per il Governo che verrà.
Ripartire, insieme - Presentata la piattaforma di proposte e richieste
La piattaforma è stata presentata alla stampa dal Segretario Generale CISL Luigi Sbarra il 13 settembre nel corso di una conferenza stampa a Roma: “Una road map che consegniamo a chi sarà chiamato a guidare il Paese dopo il 25 settembre, nella consapevolezza che per realizzare innovazioni stabili ed eque bisogna lavorare in un clima di concertazione e corresponsabilità sociale”.
In sintesi, alcuni punti cardine dell’Agenda:
- Serve subito un nuovo decreto che assicuri sostegni a imprese e famiglie, lavoratori e pensionati e metta in campo una nuova cassa integrazione scontata per le aziende che non licenziano.
- Serve inoltre un’integrazione al reddito delle persone, un tetto sociale al costo dell’elettricità, l’azzeramento Iva sugli acquisti di beni di largo consumo per le fasce deboli.
- Vanno accelerati gli investimenti sulle infrastrutture energetiche
- Innalzamento ulteriore del prelievo sugli extra profitti, redistribuzione dell’extra gettito IVA e si valuti, ove necessario, anche uno scostamento, perché le risorse che non si mettono oggi sulla coesione rischiamo di doverlo pagare tre volte domani in termini di spesa assistenziale.
- Piena realizzazione degli obiettivi del PNRR e di investimenti in nuova e buona occupazione, specialmente giovanile e femminile, con il rilancio della formazione.
- Sicurezza sul lavoro: un piano nazionale contro le morti e gli infortuni
- Un nuovo “Statuto della persona nel mercato del lavoro” che assicuri a tutti, al di là della tipologia contrattuale, transizioni tutelate, sostegno al reddito e politiche attive
- Riforma della previdenza su criteri di sostenibilità sociale, flessibilità in uscita, maggiore inclusività per giovani e donne
- Revisione del fisco che sgravi le fasce medie e popolari del lavoro e delle pensioni, rispettando il principio di progressività, e che azzeri le tasse sui frutti della contrattazione di secondo livello
- Salari minimi legali rischiano di portare milioni di persone nel sommerso o fuori dai buoni contratti, vanno invece aumentate le retribuzioni sostenendo e rafforzando la contrattazione e la bilateralità e tagliando le tasse sul lavoro
- Rilancio delle politiche sociali e per la famiglia, maggiore attenzione all’anzianità e alla disabilità, alla sanità, alla scuola, alla ricerca.
- In Europa serve un piano che punti alla sovranità energetica continentale, e l’applicazione di una minimum tax alle multinazionali.
