: Politiche abitative

"Riforma dell'abitare", luci ed ombre

Una prima presa di posizione della SGBCISL sulle misure annunciate della "riforma dell'abitare 2025".

"Riforma dell'abitare", luci ed ombre
foto simbolica: Pixabay

In attesa di poter esaminare il testo della bozza di legge denominata "Riforma dell'abitare 2025" o "Wohnreform 2025", riconosciamo l'importanza e l'utilità di molte delle misure annunciate, molte delle quali rispecchiano richieste che da anni avanziamo per affrontare l'emergenza abitativa sempre più grave e trasversale.

Accogliamo con favore l'impegno della Giunta nel potenziare l’offerta abitativa per residenti e lavoratori, recuperando le strutture esistenti e favorendo la conversione di immobili destinati ad altri mercati verso il fabbisogno abitativo locale. Positivo è anche il sostegno alla progettazione e costruzione da parte di cooperative e fondazioni, così come l’introduzione di controlli e sanzioni per contrastare eventuali abusi.

Tuttavia, nutriamo alcune perplessità.

In primo luogo, l’assessora Mair ha dichiarato di aver elaborato la bozza di legge in accordo con le associazioni di rappresentanza, ma dobbiamo sottolineare con fermezza che i sindacati non sono mai stati coinvolti, consultati né informati.

I Sindacati non sono mai stati coinvolti, consultati nè informati.

Sul piano dei contenuti, avremmo auspicato un vincolo sociale ben superiore ai 20 anni, se non addirittura permanente. Inoltre, nutriamo forti preoccupazioni riguardo alla realizzazione di abitazioni nelle aree produttive, in particolare nella zona industriale di Bolzano. Ribadiamo la nostra contrarietà a questa ipotesi, sia per tutelare il sistema produttivo-industriale sia per garantire la qualità dell’abitare.

Se si tratta di una vera "riforma dell’abitare", ci saremmo aspettati anche una riflessione sull'IPES, valutando l'opportunità di riorganizzare l’istituto in un’ottica di maggiore efficienza. Restiamo inoltre in attesa di comprendere le modalità di istituzione del fondo per la morosità incolpevole, che da anni sollecitiamo.

Gli assessori e il Presidente sottolineano che la riforma non produrrà effetti immediati e che sarà un processo graduale. Tuttavia, se davvero si tratta di una riforma strutturale, ci saremmo aspettati un’analisi dettagliata del fabbisogno abitativo attuale e futuro, la definizione di obiettivi chiari (quanti e quali alloggi, per chi e dove), una pianificazione dei tempi e delle modalità di attuazione, nonché criteri di valutazione del processo e della sua efficacia.

Restiamo in attesa di poter leggere il testo della proposta di legge per operare osservazioni più puntuali.

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