Le associazioni imprenditoriali di settore intendono riprendere il negoziato per il rinnovo dei quattro contratti collettivi del terziario distribuzione e servizi.
Buona notizia. Dopo la grande mobilitazione unitaria e la giornata di sciopero del 22 dicembre 2023, le associazioni imprenditoriali di settore Confcommercio, Confesercenti, Federdistribuzione e le Associazioni Cooperative, hanno trasmesso alle organizzazioni sindacali formali richieste di ripresa del negoziato per il rinnovo dei quattro contratti collettivi del terziario distribuzione e servizi.
Il 13 febbraio 2024 FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTuCS hanno incontrato, nell’ambito di due distinti confronti, Federdistribuzione e Confcommercio assieme a Confesercenti. In occasione di questo primo passaggio le organizzazioni sindacali hanno ribadito l’estrema urgenza di addivenire al rinnovo dei contratti per dare ai oltre 3 milioni di addetti nelle attività commerciali e nelle imprese di servizi le risposte a cui hanno diritto.
Sia pure con approcci differenti, in entrambi i tavoli chi rappresenta il mondo delle imprese ha posto l’esigenza di intervenire su taluni aspetti di tipo normativo come:
- l’individuazione di specifiche causali per l’instaurazione di contratti a tempo determinato (anche in somministrazione);
- la regolamentazione della stagionalità (sempre con riguardo ai contratti a termine);
- la revisione del sistema di classificazione professionale.
Oltre ai precitati argomenti “comuni”, Confcommercio e Confesercenti hanno richiesto di negoziare anche su:
- trattamento da praticare al personale in missione;
- estensione della flessibilità dell’orario (attualmente i CCNL TDS prevedono già la possibilità di richiedere 44 ore settimanali di prestazione per un massimo di 16 settimane);
- differenziare il diritto ai permessi retribuiti nel caso in cui il dipendente sia interessato da un percorso formativo.
Mentre non ci sono particolari ostacoli ad approfondire ulteriormente alcuni dei temi “trasversali” ai due tavoli negoziali, in ordine alle tematiche promosse da Confcommercio e Confesercenti bisogna differenziare. Se, infatti, appare condivisibile dare all’articolato contrattuale relativo al personale impiegato in missione una formulazione più chiara rispetto all’attuale, le organizzazioni sindacali non hanno dato disponibilità a regolamentare una maggiore flessibilità oraria e a finalizzare una parte dei permessi per agevolare la realizzazione degli interventi formativi.
Inoltre, non è stato ancora escluso l’intervento sugli scatti di anzianità. Positivo, invece, che non sia stata ribadita, al momento, la volontà di intervenire sulla quattordicesima.
Infine, le organizzazioni sindacali hanno preso atto positivamente della dichiarata disponibilità datoriale ad affrontare la questione della copertura economica del tempo trascorso dalla scadenza dei CCNL, e si sono riservate di effettuare una valutazione più organica sul tema quando saranno chiariti termini e modalità degli incrementi retributivi.
I prossimi incontri, compreso quello della Distribuzione Cooperativa che si terranno ancora a febbraio, saranno utili a capire se sussistano le condizioni per rinnovare in tempi stretti i contratti scaduti ormai dal lontano 31 dicembre 2019.
